I FILM DEDICATI A PEPPINO IMPASTATO

I CENTO PASSI


I Cento Passi è un film del 2000 diretto dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia. A Cinisi, paesino siciliano tra la roccia e il mare, nei pressi dell’aeroporto, cento passi separano la casa di Peppino Impastato da quella di Tano Badalamenti, il boss locale. Peppino, nel 1968 si ribella come tanti giovani al padre. Ma in Sicilia la ribellione diventa sfida allo statuto della mafia. Quando si batte insieme ai contadini che si oppongono all’esproprio delle loro terre per ampliare l’areoporto Peppino conosce le prime sconfitte ma scopre l’orgoglio di una vocazione. Dopo varie esperienze fonda “Radio aut” che infrange il tabù dell’omertà e con l’arma del ridicolo distrugge il clima riverenziale attorno alla mafia. Il clima per lui si fa pesante: il padre cerca di farlo tacere, madre e fratrello sono solidali con lui. Quando arriva il Settantasette, mentre c’è chi si rifugia nel privato, lui si presenta alle elezioni comunali. Due giorni prima del voto lo fanno saltare in aria sui binari della ferrovia con sei chili di tritolo. La morte coincide con il ritrovamento a Roma del corpo di Aldo Moro, viene rubricata come “incidente sul lavoro” poi, dopo che gli amici mettono a disposizione degli inquirenti molti indizi dell’esecuzione diventa addirittura “suicidio”. Solo vent’anni dopo la Procura di Palermo rinvierà a giudizio Tano Badalamenti come mandante dell’assassinio.

FELICIA IMPASTATO


La fiction mandata in onda per la prima volta a maggio del 2016, diretta dal regista Francesco Albano, ha il pregio di lanciare un messaggio attuale: contro gli uomini della mafia. A vincere è una donna che di fronte alle ante chiuse dei cittadini conniventi al potere mafioso spalanca la porta della sua casa, decide di non fermarsi davanti allo straziante dolore del lutto ma sceglie la strada della legalità. Il corpo del militante demoproletario Peppino Impastato di Cinisi viene ritrovato dilaniato lungo una ferrovia e la prima ricostruzione dei Carabinieri lascia pensare a un attentato messo in atto dallo stesso Peppino, del quale sarebbe rimasto vittima. La madre Felicia, il fratello Giovanni e i vari amici del giovane non si arrendono però a questa versione dei fatti. Secondo loro infatti il giovane sarebbe stato ucciso dalla mafia che si voleva vendicare per la sua attività politica. Iniziano così a cercare le prove del coinvolgimento del boss locale Gaetano Badalamenti e solo dopo diversi anni trovano magistrati come Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto disposti a credere alla loro versione dei fatti. Grazie alla testimonianza di un paio di pentiti il boss verrà condannato all’ergastolo nel 2002 come mandante dell’omicidio dopo che il caso era stato archiviato per due volte, nel 1984 e nel 1992.

I LIBRI DEDICATI A PEPPINO IMPASTATO

CENTO PASSI ANCORA


Peppino Impastato, i compagni, Felicia, l'inchiesta: Pagine di un diario scritte da chi ha vissuto direttamente questa storia, iniziata subito dopo la morte di Peppino Impastato. Il depistaggio delle indagini, la controinchiesta dei compagni, le vicende processuali, la vita di Radio Aut, la lunga notte di Felicia e la sua ostinata richiesta di giustizia. 22 anni di lotta contro la mafia e uno slogan, scritto in uno striscione portato ai funerali, che ha accompagnato, da allora ad oggi, ogni scelta dei suoi compagni: "con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo".

PEPPINO IMPASTATO: ANATOMIA DI UN DEPISTAGGIO


La relazione della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini sull'assassinio mafioso di Giuseppe Impastato è un fatto unico nella storia dell'Italia repubblicana Per la prima volta una Commissione parlamentare ha fatto luce sulle responsabilità di rappresentanti delle forze dell'ordine e della magistratura nel coprire mandanti ed esecutori di un delitto di mafia volto a colpire un militante radicalmente impegnato contro i mafiosi e i loro alleati, a partire dalla famiglia da cui proveniva depistando le indagini e facendo passare Giuseppe Impastato per terrorista e suicida, si è ostacolato l'accertamento della verità che è emersa dopo più di vent'anni dal delitto grazie alla tenacia della madre e del fratello, di alcuni compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione a lui intitolato.